Esposizione a pesticidi nei bambini che vivono in ambienti con coltivazioni intensive

Uno studio recentemente pubblicato sul International Journal of Environmental Research and Public Health ha valutato l’esposizione a pesticidi tra i bambini residenti in una piccola comunità agricola nel Messico occidentale, (1399 abitanti, 437 bambini) caratterizzata dalla stretta vicinanza spaziale tra aree residenziali e campi coltivati intensivamente, dimostrando la presenza di pesticidi nelle urine di tutti i soggetti arruolati, indipendentemente dalla professione dei genitori.

Crescenti evidenze mostrano che i bambini possono essere esposti a pesticidi anche quando non sono direttamente coinvolti in attività agricole. L’esposizione non è limitata al contatto diretto durante i trattamenti con pesticidi, ma può avvenire attraverso molteplici percorsi, tra cui la deriva dei trattamenti, la contaminazione di suolo e polvere, acqua, cibo e il trasporto di residui negli ambienti domestici. Tra questi percorsi, la dispersione ambientale dei pesticidi oltre i siti di applicazione è particolarmente rilevante nei contesti in cui campi trattati, abitazioni, scuole e spazi pubblici coesistono in stretta prossimità. La maggior parte degli studi sull’esposizione dei bambini nelle regioni agricole ha enfatizzato vie legate all’attività agricola dei genitori, in particolare il percorso attraverso il quale i residui di pesticidi vengono trasportati dal luogo di lavoro alla famiglia su indumenti, calzature, pelle o attrezzature dei lavoratori. Sebbene questo meccanismo sia ben consolidato, non spiega completamente i modelli di esposizione osservati in molte comunità rurali, dove anche i bambini provenienti da famiglie non agricole possono presentare un’esposizione misurabile a pesticidi. 

Questo studio ha combinato tre strategie metodologiche complementari: (i) biomonitoraggio longitudinale delle concentrazioni di pesticidi urinari nei bambini; (ii) somministrazione di questionari strutturati ai capifamiglia per raccogliere informazioni socio-agronomiche; e (iii) un lavoro etnografico sul campo per esaminare il contesto socio-demografico e le condizioni di esposizione quotidiana dei bambini che vivono nella comunità in studio.

Nella prima fase dello studio è stato stabilito un contatto con i direttori delle scuole locali e, tramite loro, con genitori o tutori per spiegare gli obiettivi dello studio e richiedere la partecipazione. Lo studio ha inizialmente reclutato 101 studenti tramite campionamento casuale. Campioni di urina sono stati raccolti a marzo e dicembre 2018. A causa della partecipazione incompleta tra i cicli di campionamento e dell’esclusione di campioni non accoppiati, la coorte longitudinale è risultata composta da 81 bambini con campioni di urina disponibili in entrambi i periodi. La riduzione è stata dovuta principalmente ad assenze temporanee, migrazione stagionale o mancata partecipazione durante uno dei cicli di campionamento, caratteristiche comuni nelle comunità agricole rurali. Le concentrazioni di pesticidi urinari sono state determinate tramite cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa tandem. Il panel analitico includeva pesticidi comunemente utilizzati nella regione di studio, comprendendo erbicidi, insetticidi, fungicidi e composti selezionati.

La seconda strategia si è basata sulla somministrazione di un questionario strutturato ai capifamiglia dei bambini partecipanti che ha indagato caratteristiche socio-demografiche, occupazionali e agro-ambientali chiave rilevanti per l’esposizione ai pesticidi, tra cui la composizione delle famiglie, il coinvolgimento nel lavoro agricolo, la vicinanza ai campi coltivati, le pratiche di uso dei pesticidi e le fonti d’acqua. Sono stati completati in totale 72 questionari, rappresentanti la maggioranza delle famiglie partecipanti. La terza strategia consisteva in uno studio etnografico condotto tra il 2018 e il 2024 nell’ambito di un progetto volto a ridurre l’esposizione dei bambini ai pesticidi a El Mentidero.

Risultati principali

Nelle urine dei bambini arruolati sono stati trovati svariati tipi di pesticidi, con concentrazioni correlabili a quelli utilizzati nel periodo antecedente il prelievo urinario. Tre composti—emamectina, metomil e parathione—sono stati rilevati in tutti i campioni durante entrambi i periodi di campionamento. Le frequenze di rilevamento e le concentrazioni medie sono state confrontate tra bambini provenienti da famiglie agricole e non agricole, senza rilevare differenze significative. Nel complesso, i modelli di rilevamento sono stati simili tra bambini provenienti da famiglie agricole e non agricole per la maggior parte dei composti.

I risultati di questo studio dimostrano un’esposizione diffusa a molteplici pesticidi tra i bambini che vivono in una comunità agricola caratterizzata da una produzione agricola intensiva e dalla stretta vicinanza spaziale tra aree residenziali e campi coltivati. In questo contesto, gli ambienti quotidiani dei bambini sono modellati dalla presenza continua di pesticidi negli spazi domestici, scolastici e comunitari, riflettendo una forma di esposizione che è integrata e normalizzata nella vita quotidiana piuttosto che limitata a eventi specifici.

I risultati evidenziano i limiti dei modelli di rischio focalizzati esclusivamente sull’esposizione individuale o occupazionale e sottolineano la necessità di strategie di salute pubblica che affrontino l’esposizione ai pesticidi come condizione strutturalmente prodotta e territorialmente radicata. Il principale punto di forza di questo studio è rappresentato proprio dall’integrazione tra approcci di biomonitoraggio, socio-agronomi ed etnografici che ha permesso un’analisi di questo tipo. Tra le debolezze dello studio si segnala l’esiguità del campione, peraltro compatibile con le ridotte dimensioni dell’area in esame.

Fonte: GONZÁLEZ, Humberto. Beyond the Take-Home Pathway: Community-Level Pesticide Exposure Among Children Living in an Intensively Cultivated Agricultural Landscape. International Journal of Environmental Research and Public Health, 2026, 23.5: 664.  https://doi.org/10.3390/ijerph23050664