Un nuovo studio conferma la cancerogenicità del glifosato

Uno studio multicentrico pubblicato recentemente su Environmental Health e condotto da ricercatrici e ricercatori dell’Istituto Ramazzini di Bologna, condotto insieme all’Istituto Superiore di Sanità e ad altri centri di ricerca internazionali, dimostra che il glifosato aumenta l’incidenza di diversi tumori, anche alle dosi considerate sicure in Unione Europea, per lo meno nei ratti.

Nello studio i ratti sono stati esposti al glifosato e a due erbicidi a base di glifosato (GBH) (Roundup Bioflow (MON 52276) utilizzato nell’UE e RangerPro (EPA 524-517) utilizzato negli USA) a partire dal sesto giorno di gestazione (attraverso l’alimentazione materna), per un totale di due anni. Il glifosato è stato somministrato attraverso l’acqua, in tre diversi dosaggi: la dose giornaliera accettabile (ADI) in UE di 0,5 mg/kg di peso corporeo al giorno, una dose di 5 mg/kg di peso corporeo al giorno, e la dose senza effetto avverso osservabile (NOAEL) in UE di 50 mg/kg di peso corporeo al giorno.

In tutti e tre i casi, lo studio ha mostrato un aumento dell’incidenza di tumori – sia benigni che maligni – in entrambi i sessi e in diverse aree del corpo: tessuti emopoietici e linfatici, pelle, fegato, tiroide, sistema nervoso, ovaie, mammelle, ghiandole surrenali, reni, vescica, scheletro, pancreas, utero e milza. In particolare i tassi di incidenza di leucemia erano significativamente elevati in tutti i gruppi di animali trattati rispetto al controllo, e quasi la metà dei decessi per leucemia osservati nei gruppi glifosato e GBH si è verificata nei primi anni di vita, a meno di un anno di età,  un’età paragonabile a quella di una persona di 35-40 anni.

Questi nuovi risultati forniscono solide prove a supporto della conclusione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) del 2015 secondo cui vi sono “prove sufficienti di cancerogenicità del glifosato negli animali da esperimento”. Inoltre, i dati dello studio sono coerenti con le evidenze epidemiologiche sulla cancerogenicità del glifosato e degli erbicidi a base di glifosato.

Qui puoi leggere l’articolo completo: https://ehjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12940-025-01187-2